“Flora, mondo essenziale”,
la mostra personale di Simonetta Milazzo
Inaugurazione
giovedì 14 marzo 2024 h 17.00 > 20.00
Laboratorio Fotosciamanna, Via del Gelsomino, 70 – Roma
Fino al 12 aprile 2024
Flora, mondo essenziale
Guardo la natura nella sua espressione botanica. Quel verde che da bambina prolungava il giardino della casa in cui sono nata – meno curato, meno ordinato, meno delimitato, meno “produttivo” – ha sedimentato negli anni; penso, da quell’infanzia.
Quel verde spontaneo, attraversato per qualche centinaio di metri, era il passaggio – percorso senza poterne confessare la meta – che portava al Tevere (“a fiume”, si diceva allora), un’infusione di odori tra papaveri in primavera, spighe, fiori gialli, canneti; momenti e atmosfere che ti facevano sentire in campagna. Del resto il nome del quartiere era “Prati”…
Il tempo trascorre, gli interessi si affinano, sostengono lo studio per acquisire competenze nel campo e prendersi cura del proprio giardino.
Negli anni mi ritrovo a scattare immagini, un tramite per approfondire e poter cogliere di un’ambiente naturale cromie, linee, fisionomie.
Un arricchimento, dapprima sensoriale che mantiene inalterato nella memoria il gusto di esserci, di farne parte, con l’intento di testimoniare anche quelle singole parti che possono avere un risalto figurativo, un incontro, un apparire, una visibilità da rimarcare, che intercetto nei campi e nelle acque dolci, nel trascorrere delle stagioni, in un universo rivelatore, sensibile e variegato.
Cosa osservavo quando il paesaggio poteva definirsi vocabolario di forme? Ad ogni nuova rinascita il sapiente risvegliarsi e connotarsi delle specie nel loro riprodursi “a memoria”. Nelle realtà botaniche, colte in declino o in sorprendenti recuperi, infinite varietà il cui vigore regalava stupore nel loro ritmo naturale.
Questa ricerca non intende essere nostalgica; intende, semmai, riflettere sulle conseguenze di mutamenti che in molte aree del pianeta appaiono radicali.
Ma le premesse sono piene di se, dubitativi e condizionanti: se non si fa nulla per cambiare, se non sarà assicurato un equilibrio sostenibile, se gli strumenti a disposizione non incideranno sul cambiamento climatico, se la debolezza di rimedi non fa presagire la possibilità di rigenerazioni, se non si parla con convinzione di mettere mano a strategie efficaci, ci saranno mutazioni.
Dal verde alla siccità?
E in quali scenari si produrrà il cambiamento?
Cosa osserveremo? Dove trovare quel “bello”, che mancherà alle nostre perlustrazioni? Muteranno i canoni della bellezza della natura e così anche le percezioni saranno oggetto di trasformazione. Dovremo essere capaci di connetterci con una dimensione estetica altra, ma irrinunciabile.
Impareremo a esercitare tentativi di recupero da un disincanto da non subire, per non lasciarci coinvolgere e per essere propositivi; almeno di questo processo dovremo impadronirci e sorvegliare già da ora – laddove ciò che avviene si fa denso di presagi e presenta il conto di un mutamento ormai in atto – le nuove configurazioni in spazi inediti.
L’autrice.
Architetto, pubblicista, curatrice indipendente, fotografa, pittrice; già dirigente tecnico nella Pubblica Amministrazione.
Nel corso degli anni partecipa a mostre e concorsi con propri lavori; segue la programmazione, l’organizzazione, l’allestimento, la promozione di artisti, la curatela di eventi espositivi, di cui promuove la comunicazione. Scrive articoli e testi critici.
Più recentemente partecipa, nel 2021, al Concorso fotografico: Città di Latina “Obiettivo Ambiente” – quarta classificata e nel 2019 alla collettiva promossa da Kromart Gallery: “Sulla Strada”- Photografy Exibition.
Proprie fotografie sono state pubblicate su “Classic Rock”, nel dicembre 2018, e su “Succede Oggi”, testata on line, dal 2014 al 2018.